"L'eleganza del riccio" è l'esempio di come best seller possa far rima con scrittura di qualità.
Il secondo libro della scrittrice franco-marocchina Muriel Barbery mette in scena una storia delicata, quella di Renee Michel, un'antieroina in piena regola: portiera cinquantenne di un elegante palazzo parigino, grassa, malvestita, all'apparenza rozza e ignorante.
Renee è un riccio: tenacemente solitaria, falsamente indolente, straordinariamente elegante.
E' in realtà una donna profondamente colta, grandissima lettrice e appassionata di cultura giapponese.
A cogliere quello che si cela dietro la maschera saranno due personaggi inquilini del palazzo particolari almeno quanto lei: il gentleman giapponese Mr Ozu e Paloma, dodicenne figlia dell'alta borghesia che ha deciso di suicidarsi il giorno del suo prossimo compleanno.
A portare sullo schermo questa storia è l'esordiente regista Mona Achache: il lavoro di trasposizione del testo è notevole, Josiane Balasko (sconosciuta da noi, star in Francia) dà corpo al personaggio con grazia, interpretandone le incertezze e la nascosta raffinatezza in maniera commovente, circondata da due interpreti dalla bravura sorprendente (Togo Igawa e Garance Le Guillermic).