Eros Pagni protagonista della commedia con musiche di Nino Rota
Genova - Si aprono martedì 17 novembre al Teatro Stabile di Genova le prenotazioni e le vendite dello spettacolo "L’impresario delle Smirne" di Carlo Goldoni, che sarà alla Corte dal 24 al 29 novembre. Prodotto dal Teatro Stabile del Veneto con lo Stabile di Catania e con il contributo della Fondazione Antonveneta e il sostegno della Biennale di Venezia, "L’impresario delle Smirne" vede il ritorno sul palcoscenico della Corte di Eros Pagni, solo pochi giorni dopo la conclusione delle repliche di Aspettando Godot. Accanto a lui, interprete del ruolo di un turco melomane, sono Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Alberto Fassoli, Piergiorgio Fasolo, Max Malatesta, Giovanna Mangiù, Alvia Reale, Paolo Serra, Enzo Turrin, Gianni Giuliano. L’accompagnamento al pianoforte è di Giuseppe Infarinato. La regia dello spettacolo è di Luca De Fusco che firma, insieme a Antonio Di Pofi, l’adattamento della commedia. Scene di Antonio Fiorentino, costumi di Maurizio Millenotti, musiche di Nino Rota rielaborate da Antonio Di Pofi, coreografie di Alessandra Panzavolta, luci di Emidio Benezzi.
Il regista Luca De Fusco racconta così la nascita dello spettacolo: «Una sera dell’anno scorso Eros Pagni si ritrovò, al Festival di Bogotà (dove si rappresentava 'La famiglia dell’antiquario', spettacolo degli Stabili di Genova e del Veneto), un pianoforte in camerino. Gli prese una gran voglia di cantare e iniziò a intonare un’aria che mi sembrò uno dei famosi temi musicali della colonna sonora di Il padrino. Eros mi raccontò che quella musica era stata composta da Nino Rota per la messa in scena di "L’impresario delle Smirne" firmata da Luchino Visconti nel 1957 e poi successivamente riutilizzata per il film di Coppola. Da quella conversazione nacque l’idea di recuperare la partitura di Rota e di allestire questo spettacolo che inizia proprio con Eros in un camerino immaginario che canticchia un’aria di Rota e, accendendosi la sua vera pipa, dà inizio allo spettacolo».
Nasce così questo nuovo "L’impresario delle Smirne", nel quale – pur con rispetto del filo narrativo e dei dialoghi della commedia scritta nel 1759 da Carlo Goldoni (1707-1793) – si trasferisce il racconto nel Novecento e si racconta di una scalcinata compagnia che vuole portare a Smirne uno spettacolo ambientato nel Settecento, dando vita – soprattutto attraverso le musiche di Rota - anche a un omaggio a Federico Fellini, che si concretizza nella citazione più o meno esplicita di alcuni dei suoi primi film, da La strada a Le notti di Cabiria. "L’impresario delle Smirne" è un’allegra, ma non superficiale, satira dell’ambiente del teatro lirico. Giunto a Venezia, un ricco mercante di Smirne, Alì, desidera trasformarsi in impresario teatrale, ma nella compagnia che riesce a mettere insieme tutti sono distratti dalle loro piccole beghe e rivalità, occupati a farsi la guerra per far carriera, invidiosi di una posizione nella gerarchia di palcoscenico, di un costume più o meno sfarzoso, di un privilegio in più e soprattutto di avere una paga più alta dell’altro. Il gioco del teatro nel teatro, dunque. Con colpo di scena finale.
Per "L’impresario delle Smirne" – in scena alla Corte da martedì 17 a domenica 22 novembre - sono validi tutti gli abbonamenti (Fisso, Libero e Giovani), oltre che le consuete agevolazioni per studenti e gruppi organizzati in collaborazione con l’Ufficio Rapporti con il Pubblico.
Info: 010/5342300 www.teatrostabilegenova.it info@teatrostabilegenova.it
orari: da martedì a sabato ore 20,30 - domeniche ore 16
prezzi: 23,50 euro (1° settore), 16,00 euro (2° settore)
Prevendite da martedì 17 novembre
(comunicato stampa)