Microscopia confocale, che passione!

Zeiss in tournée per i campus europei

     E’ un’iniziativa della “Carl Zeiss” quella promossa negli ultimi mesi al fine di diffondere le ultime novità in materia di microscopia nella maggior parte dei campus universitari europei.

Il 12, 13 e 14 maggio è stato il turno dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, in cui si è tenuto un corso di aggiornamento, presso il dipartimento di Anatomia Umana, sito in via Borelli, concernente le ultime innovazioni in termini di acquisizione immagini.

 

     L'argomento preponderante è stato la microscopia confocale, che si distingue dalle tradizionali tecniche di osservazione al microscopio poiché permette un’analisi accurata del campione tramite la scansione di diversi piani focali, come potremmo immaginare essere il risultato di una T.A.C. eseguita nel reparto di Radiologia in ospedale.

Il substrato osservato viene virtualmente “tagliuzzato” in numerose sezioni tramite le quali è possibile in seguito ricostruire la struttura tridimensionale del preparato.

I campioni analizzabili al microscopio confocale sono costituiti per lo più da cellule o tessuti, sia viventi in una coltura in vitro che fissati in una determinata conformazione.

 

     Nel corso dell’evento, i tecnici della Zeiss hanno illustrato il funzionamento di tre nuovi strumenti: LSM 700, CellObserver SD e TIRF.

In particolare, LSM 700 costituisce il nuovo dispositivo approdato nel panorama della  microscopia confocale classica. Le ottiche sono state notevolmente migliorate, così come il programma per utilizzarlo tramite personal computer.

 

Il CellObserver SD è deputato, come suggerisce il suo nome, all’osservazione cellulare dettagliata, in modo da poter registrare un vero e proprio filmato del campione in esame e poterne calcolare gli aumenti e le diminuzioni in termini di fluorescenza.

 

     La TIRF (Total Internal Reflection Fluorescence) è invece stata presentata come tecnica in grado di monitorare il complesso dei processi biologici che si susseguono nei distretti a ridosso della membrana cellulare.

Negli ultimi anni, inoltre, questi strumenti sono andati incontro ad una drastica diminuzione di costo, proprio per venire incontro alle esigenze della ricerca, in cui sia nel nostro Paese, sia in molti altri, si investe sempre meno.



13/05/2009 | Raffaele Pilla

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