Oscar Pistorius ha tagliato il traguardo della Family Run sulla sedia a rotelle, spinto da Bebe
Lo scorso 25 ottobre si è svolta a Venezia la Venice Marathon Family Run, una corsa non competitiva su un tracciato di circa 3,5 km circa che unisce ragazzi, famiglie e tutti coloro che vogliono passare una giornata all’insegna della salute e del divertimento, coinvolgendo i partecipanti nell’atmosfera della maratona.
La manifestazione si è arricchita quest’anno di due ospiti di eccezione, il campione olimpico Oscar Pistorius, e la piccola Bebe, Beatrice Vio.
L’atleta sudafricano è giunto a dare il suo sostegno a Bebe, una ragazzina di 12 anni di Mogliano, nel Trevigiano, che il 20 novembre 2008 ha contratto improvvisamente la meningite. Ciò ha causato una terribile crisi settica che nel giro di poche ore ha devastato il suo corpo con delle emorragie interne.
Nei 4 mesi successivi, trascorsi tra la terapia intensiva e la chirurgia plastica dell’Ospedale Pediatrico di Padova, ha patito sofferenze indicibili e ha dovuto subire l’amputazione di entrambe le braccia sotto i gomiti ed entrambe le gambe sotto le ginocchia con una serie di difficilissime operazioni chirurgiche eseguite a più riprese ogni qualvolta il quadro clinico si faceva critico e ne metteva a repentaglio la sopravvivenza.
Tutti pensavano al peggio per lei, che invece si è ripresa ed ha una grande energia e voglia di vivere. Bebe era una schermitrice agonistica, e spera tuttora di tornare all'attività sportiva agonistica. La sua famiglia ha fondato la Onlus Art4Sport (www.art4sport.org) per recuperare fondi per le protesi sportive e per incoraggiare altre famiglie nella loro situazione.
Il campione olimpico si è offerto di fare da testimonial e di correre con Bebe.
Pistorius è nato con una grave malformazione che lo costrinse, a soli undici mesi, all'amputazione delle gambe. L’amore per lo sport gli ha dato una grande forza. Oggi Oscar è un campione paralimpico, nel 2004 sui 200 m piani e nel 2008 sui 100, 200 e 400 metri piani. Soprannominato "the fastest thing on no legs", Pistorius è un amputato bilaterale detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 m piani. Corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio, denominate cheetah.
Coraggio, solidarietà e amore per lo sport, sono stati gli elementi distinti della manifestazione “Family Run” (la versione parallela e non competitiva di 3,5 km della “Venice Marathon”) che come ogni anno,si svolta il giorno prima della maratona. Family Run è da sempre un momento di socialità volto a raccogliere fondi per finanziare progetti sportivi delle scuole e progetti di solidarietà. Anche quest'anno per ogni iscrizione parte della quota sarà devoluta al progetto Run for Water Run for Life, nella costruzione di pozzi d’acqua potabile nell’arida regione del Karamoja in Uganda, che Venicemarathon dal 2006 sviluppa insieme con Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo
In tale clima di festa, Oscar Pistorius ha tagliato il traguardo della Family Run sulla sedia a rotelle, spinto da Bebe: “Mi sentivo stanco per cui ho chiesto a Bebe se potevamo fare cambio. Mi sono seduto sulla sua sedia a rotelle e lei mi ha spinto fino al traguardo!’ Racconta così la cronaca della Family Run il campione paralimpico sudafricano Oscar Pistorius che al Parco San Giuliano di Mestre, a tagliato il traguardo dopo 3,5 km di corsa, spinto negli ultimi 100 metri sulla sedia a rotelle dalla dolcissima Bebe.
La storia di Bebe, se pur tragica non è triste, ma dà una speranza concreta di poter riprendere una vita “normale”a tutte le persone che subiscono amputazioni.
La famiglia di questa bimba coraggiosa ha fondato la Onlus Art4Sport (www.art4sport.org) per recuperare fondi per le protesi sportive e per incoraggiare altre famiglie nella loro situazione. Idea principale è aiutare i bambini che hanno subito amputazioni a perseguire i propri sogni e i desideri e permettere loro di arrivare a condurre una vita attiva e soddisfacente.
La difficoltà maggiore che i bambini protesizzati devono affrontare è l’alto costo economico delle protesi, la moderna tecnologia permette di sostituire gli arti mancanti con protesi tecnicamente funzionali ed esteticamente accettabili anche se ancora molto pesanti e scomode da utilizzare.
Per i bambini protesizzati è fondamentale lo sport, sia da un punto di vista fisico (permette di mantenere in forma il corpo e soprattutto i monconi, così da poter utilizzare le protesi di tutti i giorni senza troppi problemi) che psicologico (è estremamente motivante ed aggregante).
Purtroppo però, a causa degli altissimi costi delle protesi sportive (che vanno oltretutto sostituite ogni pochi mesi, per seguire la naturale crescita del bambino), sono veramente troppo pochi i bambini che lo praticano. In particolare i bambini, essendo in fase di crescita, devono sostituire le protesi circa 2 volte l’anno.
Ed è per questo che nasce la Onlus Art4sport, un’associazione no-profit che crede nella terapia dello sport per i bambini amputati. Reperire fondi da destinare alla progettazione e alla realizzazione di protesi sportive per bambini. La difficoltà principale sta nel fatto che le protesi per attività sportive non sono sovvenzionate dal sistema sanitario nazionale ed anche le varie federazioni sportive non sono generalmente in grado di accollarsi questi importanti esborsi. Per esempio, un paio di lame da corsa ad alto impatto (tipo quelle del famoso atleta sud africano Oscar Pistorius) può arrivare a costare fino a 50.000 euro. Per un adulto possono arrivare a durare 4-5 anni, ma per un bambino la struttura base dura al massimo un paio di anni mentre gli invasi per i monconi devono essere sostituiti a intervalli di pochi mesi, in dipendenza della crescita individuale del bambino.
La Onlus Art4sport insieme a Bebe ha iniziato la battaglia per aiutare altri bambini nelle sue condizioni. Per Stimolare le sue doti artistiche, il suo sogno era diventare disegnatrice di gioielli, i genitori le forniscono gli utensili per continuare a essere creativa anche se ora le mancano le mani. L’intenzione è di cominciare a realizzare una linea di originali t-shirts con i tratti essenziali della sua passione artistica, che saranno vendute attraverso il sito web ed anche in occasione di manifestazioni sportive durante tutto l’anno. A questo seguiranno la progettazione e realizzazione di altri oggetti artistici sempre nati dalla sua creatività.
Tutto ciò servirà a motivare e ispirare Babe, permettendole di esprimersi e allo stesso tempo raccogliere fondi per l’associazione che a loro volta permetteranno di motivare e supportare anche altri bambini con amputazioni a fare sport.
Da qui il nome: art4sport (art for sport), l’arte (di Bebe) per lo sport (di tutti i bambini).