Mi manda Platone

I valori di un filosofo giocatore di hockey

Lo scorso 20 febbraio, nel giorno del secondo anniversario dalla scomparsa, si è svolta a Genova a Palazzo Ducale, la presentazione di "Mi manda Platone", un'antologia che riunisce articoli e brevi scritti di Flavio Baroncelli, Docente di Filosofia morale e Filosofia politica dell'Ateneo genovese, mancato nel 2007 a soli 63 anni.

Un Salone del Minor Consiglio, gremito di amici e di ex-allievi, ha partecipato con calore alle affettuose parole di commemorazione pronunciate dal giornalista Pietro Cheli, dal Presidente della Fondazione per la Cultura Luca Borzani e dall'americanista Ferdinando Fasce, i quali hanno rievocato le grandi doti intellettuali e l'acuta ironia di un filosofo che non gradiva affatto essere definito tale e che anche per questo è stato amato da generazioni di studenti.

Curata dalla moglie Antonella Siri Baroncelli e da Emilio Mazza, ricercatore presso la IULM, l'antologia è appena stata pubblicata dalla casa editrice Il Nuovo Melangolo. Non sono quindi mancate gustose letture dal libro, ricordi e aneddoti che hanno restituito in maniera particolarmente gioiosa il Professore alla memoria e al cuore di tutti i presenti.

Flavio Baroncelli, nella cui ricerca hanno avuto un ruolo prevalente l'influenza di David Hume e dello scetticismo inglese, ha sempre affrontato nei suoi scritti grandi temi etico-politici quali il razzismo, il liberalismo, la correttezza politica. Ha scritto per «Il Secolo XIX», «La Voce» di Montanelli, «l’Unità» e «Diario».

Sul concetto oggi quanto mai necessario di tolleranza aveva dialogato con una studentessa romana nel 1999, durante un incontro al Liceo Maccio Plauto della capitale. Ai giovani della classe aveva detto: "Il motivo per cui mi sono interessato un po' tutta la vita del problema della tolleranza è il fatto che da ragazzo, più o meno alla vostra età, partecipavo a dei campi di lavoro come volontario di un'associazione internazionale pacifista, dove persone di tutte le culture, di tutte le nazioni lavoravano tranquillamente insieme in armonia. E quindi, da quell'esperienza, nacque la curiosità di capire come mai esiste l'intolleranza nonostante questa possibilità di vivere tranquillamente insieme".

Baroncelli aveva continuato a riflettere ancora su questo argomento fino ad arrivare a darne una definizione tanto semplice quanto pragmaticamente geniale: “Non farsi del male e magari farsi anche un po’ di bene senza decidere che cosa deve essere il bene degli altri. Ecco la tolleranza. Accettare di scendere a compromessi con qualche aspetto della nostra concezione di ciò che è giusto. Ammettere che non tutti i corollari dei nostri principi fondamentali sono essenziali e irrinunciabili e assoluti. Fare la fatica di graduare l’importanza, l’essenzialità di diritti e doveri. Non solo per ciò che riguarda il privato, ma anche in ciò che è eminentemente pubblico. Non è sempre divertente. Del resto, in un mondo che fosse tutto armonia e felicità e giustizia, cosa diavolo ci sarebbe da tollerare?”

Roberto Speziale Bagliacca, suo amico di vecchia data, ha infine raccontato ai presenti che, per ricordarlo in un modo che gli sarebbe piaciuto, la moglie Antonella ha indetto una colletta grazie alla quale è stato appena donato un nuovo pullman a una Onlus che si occupa di un gruppo di giovani sportivi disabili e ne segue le competizioni. Il mezzo girerà l'Europa con la fiancata siglata dalla scritta: “Flavio Baroncelli giocatore di hockey”. E di sicuro, da autentico filosofo quale è stato nella sua vita, il Professore non potrà che essere contento di scorazzare ancora per il mondo in compagnia di ragazzi a cui insegnare i valori dell'uguaglianza, della tolleranza, dell'ironia.



03/03/2009 | Rosalba Troiano

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