Napoli, Reja prova il 4-3-1-2

Un nuovo modulo per uscire dalla crisi. Reja ci aveva già provato in un paio di occasioni nelle scorse partite: stavolta il cambio pare poter essere definitivo. Sempre che frutti qualche punto prezioso al termine della sfida casalinga contro la Lazio. Il 3-5-2 ha regalato tante gioie al Napoli degli ultimi due anni, ma ora pare essere specchio di una squadra logora, spompata, immobile, senza idee. Ora. Il 4-3-1-2 provato ieri a Castel Volturno permetterebbe finalmente di sfruttare le capacità offensive e balistiche di Jesus Datolo.

 

Altra probabile conseguenza positiva dovrebbe essere la posizione di Marek Hamsik. Contro Udinese e Genoa lo si è capito piuttosto bene: lo slovacco dà il meglio di sé quando parte da trequartista centrale, dietro le punte. Il Napoli che volesse adottare questo modulo di gioco dovrebbe dunque scendere in campo con: Navarro tra i pali; fascia difensiva con Vitale, Contini, Cannavaro, Santacroce; Datolo, Gargano e Blasi sulla linea mediana; Hamsik dietro la solita coppia argentina Lavezzi – Denis.

 

Qualche dubbio, e pure piuttosto grosso, resta. Il primo: per valorizzare un elemento – Datolo – pagato 8 milioni di euro, si rischia di svalorizzarne uno pagato altrettanto. Può Christian Maggio fare il terzino puro e coprire la linea difensiva partenopea senza mostrare il fianco agli inserimenti avversari? In secondo luogo: quanto riuscirà Datolo ad incidere in quella posizione, che certo richiederebbe non pochi sacrifici difensivi? In entrambi i casi, lo scopriremo solo vivendo.

 

Certo, una certezza rimane: modulo o non modulo, al Napoli mancano e continuano a mancare elementi importanti nella costruzione del gioco. Pare difficile che i partenopei possano mostrare bel gioco senza un regista di ruolo: Gargano non lo è, non lo sarà mai. Non resta, dunque, che attendere tempi migliori e giocatori di qualità. Per il momento, caro Reja, provale tutte: tanto, peggio di così…



06/03/2009 | Gianmarco Volpe

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