Nel mirino dei kamikaze la prefettura, la stazione di polizia e l'ospedale
A quattro giorni dalle elezioni politiche in Iraq, i terroristi tornano a colpire con ferocia e violenza. Stavolta, il bersaglio prescelto è il centro urbano sunnita di Baquba, a nord di Baghdad. Qui, alle prime ore della mattinata, un commando di attentatori ha fatto incursione nella zona ad alta concentrazione di uffici amministrativi e strutture pubbliche, dando l’avvio ad una vera e propria escalation di violenza. Tre esplosioni in successione temporale sono state avvertite in tutta la città. La prima deflagrazione, secondo le prime informazioni battute dalle agenzie locali e riferite dalla tv di stato “Al- Jazeera”, si è verificata nei pressi dell’ufficio della prefettura. Un kamikaze, racconta un inviato dell’emittente araba, si è fatto esplodere a pochi passi dalla prefettura, nella provincia di Diyala. Il secondo attentato, invece, è stato messo a punto da un kamikaze a bordo di un auto imbottita di esplosivo. L’autobomba si è scagliata a tutta velocità contro l’ingresso della stazione della polizia locale. Infine, il terzo attentato sembra sia stato eseguito da un kamikaze munito di cintura esplosiva che, secondo fonti indirette, si sarebbe fatto saltare in aria all’interno del pronto soccorso dell’ospedale principale, nel quale sono stati ricoverati i feriti dei due attacchi precedenti.
Pesante il bilancio delle vittime. Al momento risultano 41 morti e 47 feriti. Ma si tratta di un bilancio provvisorio, destinato ad aumentare nel corso delle ore. Gli attentati simultanei compiuti stamani fanno parte di un progetto ben definito, studiato nei minimi particolari dalle menti terroristiche, in quanto messi a punto a cavallo delle elezioni politiche in programma per il prossimo 7 marzo in Iraq. A farsi esplodere - secondo quanto riferisce la polizia irachena – “membri del gruppo sunnita islamico avversi alle forze di sicurezza statunitensi”. La Reuters riferisce che “gli uomini kamikaze indossavano delle divise militare per confondersi. Sembravano luogotenenti”. Un travestimento riuscito in pieno, visti gli effetti devastanti dei tre attacchi, che fanno piombare di nuovo la regione nell’incubo terrorismo firmato Al Qaeda.