La sanatoria coinvolge in Usa migliaia di contribuenti e in Italia salva i lavoratori frontalieri
Sono più di 14.700 i cittadini statunitensi titolari di conti offshore cui è stata offerta dall'amministrazione Obama la sanatoria in cambio del versamento delle tasse non pagate.
I titolari dei conti offshore hanno ricevuto dall'amministrazione un termine entro cui devono volontariamente rivelare i rispettivi dati, versando al Fisco le somme dovute con sanzioni pecuniarie ridotte e nella maggioranza dei casi con la garanzia di non subire procedimenti penali.
"E’ proprio finita un’epoca", è quanto ha detto il viceministro David Ogde rivolgendosi senza troppi veli ai contribuenti americani "il segreto bancario e i beni nascosti non sono più una realtà".
In materia di scudo fiscale in Italia novità arrivano dall’Agenzia delle Entrate. Le persone che risiedono in Italia ma che lavorano all'estero saranno salvate dallo scudo fiscale.
Il tutto nero su bianco nella circolare n. 48/E diffusa ieri: i depositi e i conti correnti aperti presso banche estere per l'accredito degli stipendi da parte dei dipendenti di ruolo pubblici in servizio all'estero rimangono fuori dallo scudo.
Anche i lavoratori dipendenti transfrontalieri e i dipendenti di imprese multinazionali che lavorano all'estero dovranno "scudare" i conti aperti all'estero per accogliere gli stipendi. Secondo il fisco, questi contribuenti avrebbero dovuto dichiarare i conti nel modulo RW della dichiarazione dei redditi. Però, dato che si tratta di disponibilità all'estero derivanti da redditi assoggettati a tassazione alla fonte, il fisco permette a questi frontalieri di regolarizzare la propria posizione fino al 2008 presentando una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW pagando una sanzione minima di 26 euro.