Lo Stato non paga

Marcegaglia: Ora anche i Comuni sono insolventi e molte aziende corrono il pericolo di chiudere

Non basta la crisi economica per le imprese, ci si mette anche la pubblica amministrazione a "tirar la cinghia". A lanciare l’allarme è la Presidente di Confindustria, lamentando  che gli enti pubblici sono i primi a non pagare immediatamente i lavori ordinati e consegnati.
“In generale è una situazione che sottolineiamo da tempo - ha affermato Marcegaglia - ma oggi c'è un’aggravante: oltre ai crediti non riscossi della pubblica amministrazione, che abbiamo stimato in circa 70 miliardi di euro, oggi ci sono anche i Comuni che non pagano, dai più piccoli ai più grandi”. Secondo Marcegaglia “da settembre c’è stato un notevole peggioramento. Questo è molto negativo, nel Nordest è particolarmente forte. Rischiamo - ha proseguito - che numerose imprese falliscano, debbano portare i libri in tribunale perché non vedono pagati i lavori fatti dopo aver acquistato le materie prime e pagato i lavoratori. È un fatto drammatico: tutto si inserisce in una situazione di crisi dove gli ordini sono pochi e c'è già una restrizione del credito da parte delle banche. Trovarsi in una situazione in cui lo Stato, che dovrebbe essere il primo pagatore, non paga o paga con ritardi biblici è una situazione inaccettabile”.
L’unica sicurezza per il momento arriva dai fondi messi a disposizione per la disoccupazione. “Gli stanziamenti sono tanti e importanti e tutti noi stiamo insistendo perché eventualmente ce ne siano anche di più. La crisi può durare ancora, - ha sottolineato - può creare ulteriori problemi alle aziende e sul lavoro, ma lo stanziamento per gli ammortizzatori sociali è più che sufficiente. Alcuni segnali di lieve miglioramento ci sono, però il percorso per tornare a livelli di reddito pre-crisi sarà lungo e faticoso. I prossimi mesi saranno probabilmente ancora un po’ complicati”.

 



19/11/2009 | Alessandra Zompatori

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