L'Aquila: la protesta delle carriole

I cittadini aquilani sgomberano da soli il centro cittadino dalle macerie

Un inquietante coincidenza: nel giorno della notizia di un nuovo sisma, più forte ancora di quello di Haiti, che ha colpito il Cile, i cittadini aquilani a quasi un anno dal famigerato 6 aprile si ritrovano in piazza Palazzo armati di carriole per portare all'attenzione pubblica la permanenza  di macerie nel centro cittadino. Fra le 13000 case promesse dal governo entro la fine del novembre scorso, la "new town" che avrebbe sostituito l' Aquila "vecchia" demolita dalle scosse e il recente scandalo degli appalti illegali fiancheggiati dalla Protezione Civile, i cittadini aquilani si vedono privati del diritto a ricominciare una nuova vita.

 

In seimila oggi si sono dati appuntamento nel cuore della città per sgomberare i detriti, chi con le carriole chi a mani nude, a riaffermare simbolicamente il vuoto istituzionale in cui sono stati lasciati.

 

Ad accompagnarli c'erano la presidentessa della provincia aquilana Stefania Pezzopane e il deputato Pd Giovanni Lolli, anche loro pronti per il repulisti con il secchio in mano.

 

E' stata indetta una raccolta di firme per chiedere al premier Berlusconi l'istituzione di una "tassa di scopo" per la ricostruzione dell' Aquila.

I sette miliardi di fondi stanziati dal governo evidentemente non sono sufficienti. 

 



28/02/2010 | Chiara Tripaldi

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