Malasanità: nuove inchieste a Foggia, Pisa, Pavia, Trento

Da Nord a Sud sei morti tragiche in ambiente sanitario

Non c'è alcuna divisione fra Nord, Centro e Sud, anche se, purtroppo, la motivazione è tragica: il 2010 si apre con sei inchieste in sei procure diverse per morti sospette dovute a presunta malasanità.

Di ieri è la notizia di un'inchiesta aperta dalla procura di Foggia per la morte avvenuta a dicembre di due neonati nello stesso reparto dell'ospedale pubblico: trenta i medici finiti sotto indagine, i consulenti stanno verificando la causa delle morti (probabile setticemia) e un'eventuale correlazione fra i due decessi.

A Pisa, invece, si indaga sulla morte di un giovane padre di un bimbo di quattro mesi, presentatosi in ospedale con un dolore al petto e rispedito a casa con la diagnosi di strappo muscolare. Verso le 23 dello stesso giorno, lunedì scorso 4 gennaio, ha accusato un malore ed è morto.

Spostandoci in Lombardia, la regione più ricca d'Italia, troviamo la morte sospetta di una ventiseienne ricoverata lunedì scorso e deceduta poco dopo. Era in attesa di due bambine, alla 33ma settimana di gravidanza. Iscritti al registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo tre medici e due infermieri.

Il teatro è sempre il Nord, ma un po' più a Est: a Trento, nel 2008, una donna di 50 anni è morta per un tumore dopo aver effettuato un pap test presso l'ospedale pubblico San Camillo. Il referto non era mai arrivato nelle sue mani fino a 6 mesi dopo, quando di persona l'aveva ritirato, evidenziando la presenza del tumore. Non erano più possibili cure, perciò la donna è deceduta senza poter fare nulla per arrestare il decorso della malattia. L'ospedale afferma di non aver mandato il referto a domicilio perchè non risultava fosse stato pagato il francobollo.

Con il caso della morte di un uomo il 22 dicembre si chiude il ciclo delle indagini: a Bari l'80enne è morto cadendo da un'ambulanza che lo stava trasportando da un reparto all'altro del Policlinico.

Sembra che lo sportello della vettura non fosse stato chiuso.

Il senatore Pd e rinomato chirurgo Ignazio Marino, per far fronte all'emergenza, invoca l'istituzione di una figura al di sopra delle parti con funzione di Garante della Salute.



07/01/2010 | Chiara Tripaldi

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