Sono diverse le versioni che circondano l’episodio avvenuto domenica mattina di fronte al Teatro Ciak, alla fabbrica del vapore di Milano, dove si festeggiava la fine del Ramadan.
Qui, Daniela Santanchè, leader del Movimento per l’Italia, mentre stava manifestando contro l’uso del burqa, sarebbe stata aggredita da un uomo con un braccio ingessato: “ Verso le nove mi hanno aggredita e mi hanno detto che sono una puttana, che domani sarò morta, che faccio schifo. Ma chi mi ha colpito, mi hanno spiegato le Forze dell’Ordine, è stato individuato. Un altro voleva usare contro di me un cartello stradale divelto”.
Opposta la versione della comunità islamica, che nega lo scontro e sottolinea che è stata l’ex parlamentare ad aggredire strappando il velo alle donne.
“Se la signora Santanchè ritiene che qualcuno l’ha aggredita faccia la sua denuncia e poi ci sono organi preposti ad accertare la verità. Comunque nessuno l’ha aggredita o minacciata, cosa impossibile visto che c’era un cordone delle Forze dell’Ordine che ringraziamo” ha dichiarato il presidente dell'Istituto culturale islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari “Oggi siamo in festa e lei ha cercato, con un manipolo di persone, di strappare il velo alle donne velate. Una provocazione vera e propria”.
Sembra che la Santanchè sia entrata nel teatro affermando che: “Qui siamo in Italia e non in un califfato”.
L’ex parlamentare smentisce tutto e parla di vere e proprie “falsificazioni dei fondamentalisti” e dichiara di non aver tolto il velo a nessuno. Ribadisce, inoltre, che: “Non ce l'ho con queste povere donne ma con chi le manda e le soggioga. Il burqa è un'umiliazione per le donne. Non a caso anche in Francia stanno approvando una legge per impedirne l'uso. Il burqa è come l'infibulazione perché sono strumenti per annullare la sua identità più profonda”.
Dopo l’accaduto la Santanchè si è recata al pronto soccorso del Fatebenefratelli uscendone un referto medico che accerta contusioni toraciche estese e una prognosi di venti giorni.
Gli esponenti della comunità islamica hanno stigmatizzato l’aggressione ma hanno rivendicato il diritto delle loro donne di indossare il velo o il burqa.