Sisma all'Aquila: la Casa dello Studente crollò a causa della mancanza di un pilastro

Sconcertante risultato della perizia tecnica

Tutta colpa del terremoto? Non sarebbe proprio così. E' quanto emerge dalla perizia tecnica. L'evento sismico che colpì il capoluogo abruzzese nel tristemente famoso 6 aprile, avrebbe rappresentato una causa secondaria del crollo della Casa dello Studente che provocò la morte di otto studenti fra i 20 e i 25 anni.
"L'ala nord collassata, non aveva un pilastro, presente in altri punti corrispondenti dell'edificio che invece hanno retto": queste le parole dei consulenti Francesco Benedettini e Antonello Salvatori, che hanno presentato una relazione di seguito all'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica dell'Aquila.

La mancanza del pilastro non è l'unica lacuna nella costruzione dell'edificio: fra le irregolarità si registrano la mancanza di armature dei pilastri all'interno nei nodi della struttura, la mancanza di un sistema resistente alle azioni orizzontali provenienti da ogni direzione, l'uso di calcestruzzo disomogeneo e scadente (prima accusa mossa ai costruttori all'indomani dell'evento) che si sommano al mancato adeguamento della struttura a residenza universitaria, essendo esso stato concepito come deposito fino alla conversione nel 1980.

Non è valida la motivazione dell'amplificazione del sisma causata dall'ubicazione dell'edificio: dal sondaggio risulta sorgere su un'area in cui non sono presenti i sedimenti alluvionali del fiume Areno, come precedentemente ipotizzato.

Undici fra tecnici, costruttori e amministratori pubblici sono indagati dalla Procura per omicidio colposo e disastro colposo.



06/01/2010 | Chiara Tripaldi

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