Vaccino influenza A: flop o truffa?

Tante scorte, ma poche somministrazioni: si indaga

Si sa che a inizio anno sono tante le somme da tirare, e tra queste, il Governo ha subito messo in conto la tanto discussa questione dell'influenza A ed il suo vaccino. Sembra infatti che negli scaffali delle farmacie e degli ospedali sia rimasta invenduta una grossa quantità di vaccini anti-influenzali, e che sono state utilizzate soltanto 35.300 dosi a fronte dell'obiettivo di vaccinare 24milioni di persone.

UN EPILOGO ANNUNCIATO- Sono tante le persone e le associazioni che si erano dette contrarie ad un allarmismo di massa verso un'influenza che probabilmente è stata più "leggera" degli anni passati, ma nel mondo si è diffusa una vera e propria psicosi da pandemie. Infatti i paesi europei hanno iniziato ad accumulare scorte di vaccini A a partire dalla scorsa estate, con il risultato finale di un vero e proprio flop delle vendite. A inizio novembre la Ministra della Salute polacca aveva definito la campagna contro la vaccinazione mondiale una truffa, ma allora nessuno le aveva dato ascolto.

PSICOSI REALE O VOLUTA? - La spesa per i vaccini si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro per oltre 40 milioni di dosi di vaccino. Con queste cifre è facile pensare che forse sono nascosti forti interessi economici di multinazionali e case farmaceutiche, che approfittando della psicosi, reale o indotta, hanno fatto affari d'oro.

IL GOVERNO INDAGA- Secondo il Presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, "Su questa storia dei vaccini sarà forse il caso di fare luce in Parlamento". Spiega che "è difficile non pensare a manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali, così potenti da condizionare un'informazione che con il suo allarmismo diventa scendiletto di pescicani". Sotto accusa persino il test fai da te, che secondo il Codacons sarebbe un vero e proprio bluff venduto a ben 14.50 euro l'uno.

UN DONO PER I PAESI POVERI- Da tutta questa strana vicenda emerge anche una nota positiva. Margaret Chan, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della Sanità propone di donare i vaccini non utilizzati ai paesi in via di sviluppo. Ma avverte di non abbassare la guardia perchè il vaccino potrebbe ancora mutare. Così resta l'allerta per i prossimi 12 mesi.

E' scattata una vera e propria class action italiana, ma in fin dei conti forse sarebbe stato meglio pensarci prima. Probabilmente però nessuno ha voluto correre il rischio di prendersi la responsabilità di eventuali conseguenze negative.

 



03/01/2010 | Loredana Adelaide Cocozza

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