Condannata a 21 mesi di reclusione
Ventuno mesi di carcere per aver ucciso una donna mentre guidava e, contemporaneamente, mandava messaggi e rispondeva al telefono. E’ questa la decisione presa dalla Oxford Crown Court nei confronti di una 21enne, le sue iniziali P. C., che nel novembre del 2007 tamponò a oltre 110 k/h una Peugeot 106 guidata dalla vittima. L'auto era ferma a causa di una gomma scoppiata e il violento impatto la fece finire contro un parapetto di cemento, causando così la morte della donna per i danni riportati al cervello. Dalle indagini è poi emerso che P.C. aveva spedito e ricevuto diversi sms agli amici mentre era al volante e che, addirittura, pochi istanti prima dell'impatto mortale aveva parlato al telefono con il fidanzato e con una compagnia di taxi. Non solo. La ragazza, che nella collisione ha riportato la frattura di un braccio, guidava senza scarpe. Lei però davanti alla corte si è difesa spiegando di aver usato il cellulare “nella maniera giusta” e di aver scritto i messaggi con il sistema di scrittura intuitivo che le permette di comporre il testo senza dover staccare gli occhi dalla strada. Allo stesso tempo ha negato di aver avuto in mano il telefono al momento del fatale scontro, così come ha ammesso di non aver visto l'auto ferma. “Guidare richiede abilità e il cento per cento della concentrazione – ha spiegato il giudice Julian Hall, motivando la sentenza – e usare il cellulare mentre si è al volante è semplicemente da folli”. (ASAPS).
Fonte: www.asaps.it