Il gruppo campano firma il suo secondo album
“Basta” è un grido che negli ultimi tempi ha risuonato con forza nelle strade di Napoli e d'Italia.
“Basta”, urlato dal movimento studentesco, l’Onda anomala, ma anche da professori, genitori, quasi tutti, insomma.
E “Basta!” è il titolo del secondo cd dei Lega Leggera, forse l’album più notevole sul panorama della musica emergente napoletana degli ultimi tempi. Un album, però, che per portata e cifra stilistica sembrerebbe più giusto collocare su un panorama nazionale. “Basta!” (con il punto esclamativo) è infatti un progetto insieme ambizioso e complesso, che tuttavia conserva un’affascinante semplicità musicale: quella del rock più semplice e puro.
Ambizioso, perché si propone come un piccolo affresco generazionale.
Complesso, perché è un concept album in cui i pezzi si legano l’uno all’altro, intessendo una trama.
L’ambizione dei Lega Leggera non appare del resto infondata: i nostri quattro, infatti, riescono a dar voce ad una serie di ansie generazionali legate alla vita moderna, alla precarietà del lavoro, alla difficoltà di credere, di legarsi, di sentire appartenenze ideali. E’ intorno a questi temi che si sviluppa la trama di un disco all’interno del quale compaiono personaggi quantomai attuali, come “Ernesto il Qualunquista” o “Il Giovane Lesto” ( titoli di due tracce dell’album). Ma il messaggio che i Lega Leggera vogliono dare non è un messaggio nichilista: il loro rock non porta al pessimismo. Al contrario, nella loro musica, nella loro musica, c’è una speranza che diventa talvolta persino ipotesi di consapevolezza: è quanto avviene con “Si è svegliato”. Pezzo emblema di un rock ispirato (dal movimento studentesco e dalla voglia di riappropriarsi della propria libertà, di svegliarsi, insomma) che suona mille miglia lontano rispetto alla musica mainstream disimpegnata.
Del resto i Lega Leggera, Aldo Campana ( voce), Ennio Mirra ( basso), Luigi D'Oriano ( batteria), Raffaele Ferrante ( chitarre), non sembrano credere nella paura, come dimostrano anche le loro esperienze live. Credono fermamente, invece, nel potere sociale della musica come mezzo per creare interazione e partecipazione. Lo dimostrano appunto dal vivo con veri e propri spettacoli in cui le canzoni sono legate da intermezzi teatrali che richiedono anche una partecipazione del pubblico. Non ci si può, così, non sentire coinvolti.
Nonostante tutto, i Lega Leggera riescono a fondere un rock potente con una tradizione che non rifugge la melodia. Chiaramente ispirati da personaggi come Giovanni Lindo Ferretti, non disdegnano un’influenza proveniente da De Andrè, creando così un tracciato piuttosto personale. Le evoluzioni future si prospettano, dunque, interessanti.