Importante successo a Bruxelles della delegazione italiana guidata da Fulvio Esposito
In un incontro tenutosi a Roma, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’on. Maria Stella Gelmini, ed il Ministro per i Beni e le Attività culturali, il sen. Sandro Bondi, hanno firmato una dichiarazione che sancisce il ruolo guida dell’Italia in Europa per la programmazione congiunta della ricerca nel settore della conservazione e della sicurezza del patrimonio culturale.
Fondamentale nel raggiungere questo prestigioso risultato è stato il ruolo svolto da Fulvio Esposito, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Camerino, che , in quanto rappresentante italiano nel Gruppo di Programmazione Congiunta (GPC), ha guidato la delegazione italiana a Bruxelles.
Anche il Direttore Generale Miur, il dott. Mario Alì, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, evidenziando più volte lo straordinario lavoro svolto dalla delegazione italiana guidata dal prof. re Esposito.
L’Italia ha sostenuto tre iniziative, precedentemente discusse ed elaborate nell’ambito del Gruppo di Lavoro per l’Internazionalizzazione della Ricerca istituito presso il nostro Ministero, che riguardavano importanti temi come:agricoltura, sufficienza alimentare e cambiamenti climatici; salute, alimentazione e patologie legate all’alimentazione; patrimonio culturale, cambiamenti climatici e sicurezza.
In seguito queste tre proposte sono state approvate dalla Commissione Europea, anche grazie al supporto della Presidenza di turno dell’Unione, attualmente assunta dalla Svezia.
Ma, soprattutto in riferimento all’ultima tematica proposta, quella relativa al patrimonio culturale, ai cambiamenti climatici e alla sicurezza, il Consiglio Competitività della UE, lo scorso 3 dicembre 2009, ha assegnato all’Italia il ruolo di coordinamento dei programmi dei singoli Stati membri nel campo dei beni culturali, con il progetto “Net-Heritage”.
Il progetto, finanziato nell’ambito del VII Programma quadro, avrà il compito di individuare le priorità del settore da finanziare attraverso fondi comunitari.
Un’importante possibilità, dunque, per l’Italia di esprimere le linee strategiche più consone alle necessità del suo patrimonio culturale e di reperire quei fondi spesso mancanti a causa dei tagli di bilancio.