Nasce Bing: il motore di ricerca che schiaccerĂ  Google

LÂ’ideatore italiano, Lorenzo Thione, ha usato lÂ’analisi logica come arma vincente.


Giovane, atletico, alla moda. E soprattutto miliardario. Non è la descrizione dello scapolo d’oro dell’anno, ma un dato di fatto: Lorenzo Thione fa parlare di sé togliendo la terra sotto i piedi di Google. E lo fa grazie alla progettazione di un nuovo motore di ricerca, Bing, che utilizza l’analisi logica per l’interpretazione delle stringhe di testo.
Tutto inizia quando,nel 2000, Lorenzo vince una borsa di studio alla University of Texas, lasciando il Politecnico di Milano, non ancora laureato. Dopo soli due anni riesce a guadagnarsi un posto al Fuji –Xerox Research Center, divenuto sei mesi dopo Palo Alto Researh Center, il Parc. In questa occasione il giovane ricercatore italiano si specializza nella linguistica computazionale, una branca  dell’intelligenza artificiale volta alla comprensione del linguaggio umano da parte del computer.
Dopo circa un anno dall’ingresso allo Xerox, a Thione viene l’intuizione di applicare i suoi studi al web: l’obiettivo è quello di creare il motore di ricerca migliore del mondo. Mentre Google e gli altri motori di ricerca, infatti, analizzano tutte le parole e si basano sulla rilevanza, Bing vuole partire dall’analisi semantica e morfologica della frase per capirne il senso, distinguendo, per esempio, tra interpretazione letterale e modi di dire.

Nel 2007 Thione fonda, insieme all’amico Barney Pell, la Powerset, azienda che si apre con uno staff di una dozzina di persone e uno start up di 14 milioni di dollari.
Ma il vero salto di qualità avviene quando, nel 2008, una delegazione di uomini in giacca e cravatta della Microsoft sbarcano negl’uffici di questa nuova azienda per scoprire il segreto del loro successo. Si immergono nella loro realtà, partecipano alle riunioni e pranzando alla loro mensa. Le parole chiave della nuova azienda sono: innovazione sul web e sforzo comune. Elementi preziosi per il colosso informatico, da seguire, anzi da acquistare. Inizia una trattativa che si conclude pochi mesi dopo con una stretta di mano tra Thione e la Microsoft, che vale 100 milioni di dollari. Però la situazione non è cambiata poi molto; Lorenzo è stato nominato “principal program manager”; la ricerca e lo sviluppo sono ancora nelle sue mani, gli uffici open space, ricchi di tavoli da ping pong e  computer di ultima generazione, sono rimasti a San Francisco e l’atmosfera è ancora quella partecipativa ed estremamente motiva degl’inizi.
“Far parte della Microsoft significa essere parte di un’azienda da 90 mila persone, quindi, meeting più lunghi, più viaggi a Seattle e più capi a cui rendere conto”, dice serio Lorenzo, ma significa anche sicurezza di fondi e meno tensione. Proprio per questo il genio made in Italy ha un sogno ambizioso: quello di far funzionare Bing in tutto il mondo.
Attualmente, infatti, l’unica edizione completa è quella americana, pertanto la sola lingua compresa bene dal computer è l’inglese; le altre versioni localizzate saranno quelle con bacini di utenza ampi come spagnolo, cinese e francese. Per la “nostra” versione si dovrà aspettare la fine del 2010 e noi l’attenderemo caldamente.



02/11/2009 | Rachele Bifolchi

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