Big Brother is phoning you

Il cellulare di terza generazione che ci dice dove sei

Secondo il rapporto del Censis sul consumo dei media da parte degli italiani, nel 2008 l'indice di penetrazione del telefono cellulare è sceso a quota 78,6%; contro un picco dell'86,4% raggiunto l'anno precedente. Potranno gli studiosi delle radiazioni elettromagnetiche tirare un sospiro di sollievo? Non proprio, perchè i dati riportati riguardano la popolazione complessiva, inclusi gli anziani poco pratici dei new media. Dando un'occhiata alla dieta mediatica dei giovani (con fasce di età dai 14 ai 29 anni), si nota che l'utilizzo del telefonino schizza al primo posto (97,2%), sconfiggendo il primato della regina dei media, la vecchia maestra tivvù. 

Come ogni novità, il cellulare non è sfuggito alle critiche ed ai sospetti, soprattutto a causa della sua veloce diffusione tra i giovanissimi. Nell'epoca della digitalizzazione e della convergenza fra telecomunicazioni e mass media, il telefonino è diventato uno status symbol, da cambiare periodicamente come un vestito vecchio. Nel contesto sociale, esso svolge un ruolo importantissimo nel mantenere i rapporti fra le persone, nel farci sentire partecipi di una comunità ( o di una tribù, come declama la pubblicità della Tim) in un mondo che si rimpicciolisce rapidamente, ma che allo stesso tempo ci isola dagli altri, congelandoci dietro lo schermo del telefono o del computer. L'inquilino silenzioso che lampeggia nelle nostre tasche ha quindi concentrato l'attenzione di medici, sociologi e psicologi per i suoi effetti sul comportamento e sulla salute umana.

Si è parlato, e si parla tuttora, dei danni provocati dalle radiazioni elettromagnetiche; danni che potrebbero provocare tumori, malformazioni dei feti per le donne incinte, problemi nella rigenerazione del sangue eccetera eccetera. Si è parlato della dipendenza psicologica dal cellulare, del suo uso smodato da parte dei giovani, delle modifiche che sta subendo il nostro linguaggio a causa delle abbreviazioni fonetiche degli sms. Il dibattito degli studiosi non conosce fine, e fra gli apocalittici e gli integrati (come scrisse Umberto Eco) non c'è ancora, e forse non ci sarà mai, un accordo. L'ultima novità viene dal campo della sicurezza della privacy, per quanto riguarda i sistemi di localizzazione impiantati sui telefonini di ultima generazione. I cellulari GSM attualmente esistenti, nonostante siano muniti di un congegno di localizzazione, hanno un margine di errore compreso fra i cento e i duecento metri. Le nuove tecnologie, come il GPRS e l'UMTS, posseggono invece dispositi elettronici di gran lunga più precisi. E' possibile, dunque, determinare l'esatta posizione dell'utente, con qualche problema per quanto riguarda la tutela della privacy. Insomma, sembra che il Grande Fratello, invece che sugli schermi dei televisori, guardi attraverso l'antenna (innocua?) del nostro telefonino. Catastrofismo? Si vedrà.

 



08/04/2009 | Chiara Aquino

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