Le due meraviglie del mid-west americano
Tra gli innumerevoli parchi naturali che gli Stati Uniti offrono, di sicuro i più conosciuti e popolari sono il Grand Canyon e la Valle della Morte (altresì nota come Death Valley). Chi ama la natura e gli scenari selvaggi di sicuro preferisce “uscire dagli schemi” e non seguire i percorsi turistici stabiliti, ed entrambi questi parchi offrono al visitatore una vasta gamma di scelte nell’esplorazione, che può essere guidata o meno, lunga o breve, in accampamento o in albergo, su sentiero o libera, nonché a piedi, in auto, moto o a cavallo.
Il Grand Canyon, noto alla maggior parte di noi almeno in fotografia o tramite immagini da documentario, è una gola a nord dello stato dell’Arizona, profonda oltre 1500 metri, lunga oltre 450 chilometri e di larghezza variabile, da 500 metri a quasi 30 chilometri. Nel mezzo del canyon scorre il fiume Colorado, da cui si è sviluppata la vita che attualmente si può osservare se si scende fin dentro la gola. E’ proprio grazie all’azione erosiva del Colorado River e dei suoi affluenti che il canyon si è formato, in seguito al sollevamento del Colorado Plateau.
I primi ad insediarsi furono gli indiani nativi d’America, che si stabilirono tra la pareti rocciose della depressione montuosa. Il primo “colonizzatore” europeo a transitare in questo distretto fu lo spagnolo Garcia Lòpez de Càrdenas, mentre era alla ricerca del Colorado River, nel lontano 1540.
Successivamente, negli ultimi 30 anni dell’800, iniziarono le spedizioni scientifiche dirette al Grand Canyon, la prima delle quali fu capeggiata dal Maggiore John Wesley Powell, che poi riportò i dati raccolti alla comunità scientifica americana, che li pubblicò nel “Grande Libro di Storia”.
Inoltre quest’area era particolarmente apprezzata dal presidente Roosevelt che vi trascorreva diversi periodi in occasione della caccia del puma.
E’ possibile scendere a piedi all’interno delle gole, per uno o più giorni, scegliendo di accamparsi in tenda o prenotando una comoda camera d’albergo sulle rive del Colorado. Inoltre c’è la possibilità di tour guidato di gruppo con i cavalli nonché di volo in elicottero o aereo ultraleggero all’interno del canyon, con atterraggio e sosta compresi.
Il costo del parco è di 25 dollari a vettura.
Qualche centinaio di miglia più ad ovest incontriamo la Valle della Morte, che presenta escursioni termiche estremamente alte con picchi fino a 60°C, è sita a cavallo tra gli stati della California e del Nevada.
Fu dapprima riconosciuta come monumento nazionale in quanto patrimonio naturale degli Stati Uniti nel 1933 e prese l’attuale nome di Death Valley National Park una decina di anni dopo.
La denominazione macabra del parco gli è stata conferita a causa delle tragiche disavventure che hanno condotto a morte un elevato numero di pionieri durante la gold rush (caccia all’oro) alla fine del XIX secolo, a tal punto da mitizzare il luogo conferendogli una reputazione di cattivo presagio.
La superficie del parco è estesa a quasi 14000 chilometri quadrati (è il parco più ampio dell’America del nord) e si trova poco più elevato rispetto al livello del mare.
Durante una “tipica” visita alla Valle della Morte è possibile ammirare il frutto dell’erosione di secoli da parte del vento sulle rocce, le dune di sabbia simili sotto certi aspetti a quelle del Sahara, le colline in lontananza che sembrano assumere colori diversi a seconda della prospettiva di osservazione, nonché una zona di depressione che ospita un lago salato e che varia a seconda della stagione dell’anno e della temperatura (se fa particolarmente caldo, l’acqua evapora e si può osservare una immensa distesa di sale bianco).
Piove molto raramente, soprattutto durante la primavera, e questo basta alla vegetazione del parco per fiorire, così come alla fauna di sopravvivere. Tra gli animali che vivono nel parco troviamo le linci, le volpi, numerose specie di serpenti e, sicuramente i più tipici, i coyotes, che al contrario di quanto si possa pensare, sono animali estremamente suscettibili. Evitano in tutti i modi il contatto con l’uomo e non attaccano quasi mai anche se sorpresi.
Numerose sono anche le città fantasma in zona, le miniere di borace e i forni a carbone.
Non ci si deve attendere un servizio o una guida turistica al parco se si viaggia in queste zone. Esiste tuttavia un ufficio turistico all’ingresso del parco.
Il biglietto si acquista tramite un distributore automatico e costa 20 dollari per vettura, ma il pagamento è affidato al “buon senso” del visitatore: non si effettuano controlli di alcun genere e si chiede al turista di pagare il biglietto ai fini di mantenimento del parco.