Tentare la fortuna o sposarsi?

Il dilemma di Las Vegas

Quanti di noi hanno da sempre immaginato di poter diventare ricchi tirando e ritirando la leva di una slot machine? In una miriade di film americani solitamente c’è un fiume di gettoni che sgorga dall’apparecchio, a tal punto che il fortunato vincitore non riesce nemmeno a raccoglierli tutti. E proprio di fianco distese di tavoli foderati in verde accolgono un vasto numero di clienti in smoking e abito da sera per svariati giochi d’azzardo, in cui le singole puntate non scendono sotto i 20 dollari, per arrivare a picchi di 1000 o 5000. Il fervore è alto, i dadi scivolano sui tappetini variopinti, così come la pallina scorre sulla ruota della roulette, e non ci si accorge del tempo che passa, delle somme investite e addirittura di dove ci si trovi.
Questo è il più comune panorama che offre la “Favolosa” città di Las Vegas, capoluogo della contea di Clark, in Nevada.

La città è altresì nota per essere la capitale dello shopping, grazie alle miriadi di centri commerciali che la costellano, nonché del divertimento per la quantità di bar e discoteche che offre.

Erroneamente si tende a chiamare Las Vegas quella che in realtà porta il nome di North Las Vegas. Il nome Las Vegas comprende anche la città di Henderson nonché numerosi piccoli agglomerati che sono sotto la diretta giurisdizione della contea di Clark.

Secondo studi statistici, Las Vegas costituisce l’area a maggior sviluppo demografico degli Stati Uniti d’America nell’ultimo decennio, con una popolazione che attualmente supera considerevolmente i 2 milioni di abitanti.

A differenza degli altri stati, ma anche delle altre contee del Nevada, a Las Vegas è possibile consumare alcolici a tutte le ore del giorno e della notte, così come giocare d’azzardo ed assistere ad innumerevoli spettacoli “per adulti”, e tutto questo conferisce alla città la denominazione ufficiale di Capitale Mondiale del Divertimento (The Entertainment Capital of the World), di cui ufficio del turismo ed amministrazione locale vanno fieri.

L’altro aspetto che apparentemente può sembrare contrastante con il “profano” finora descritto è quello dei matrimoni lampo. Mentre si cammina per strada, come se si venisse invitati ad una serata in discoteca, si può ricevere offerte di matrimonio da parte di  P.R. che contrattano il prezzo con gli avventori. Il prezzo minimo per la cerimonia è di circa 40 dollari, ma può salire a 100 se si desidera anche sfoggiare l’abito in limousine, avere qualche foto ricordo, dei bouquets di fiori e magari una torta nuziale. Il tempo di organizzazione della cerimonia è brevissimo. Si sceglie la cappella in cui si preferisce sposarsi (le chiese sono numerose come bar e ristoranti), si prendono gli accordi minimi e si effettua la registrazione dei documenti con il pastore e poi via verso il “si”. La validità di questo matrimonio non è tuttavia automatica. Chi volesse validarlo a vita, deve recarsi nel proprio comune di residenza e farlo registrare persino sul passaporto.

Infine, sopratutto negli ultimi anni, la Sin City del deserto è stata selezionata come scenario per numerose serie televisive americane, tra cui spicca l’arcinota C.S.I., molto in voga anche sui nostri teleschermi.

 



06/10/2009 | Raffaele Pilla

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