Live feeding: la morte diventa show

Animali da cortile vivi dati in pasto alle tigri

Una vera e propria crudeltà a pagamento! 

Si chiama “live feeding” ed è un’ “attrazione” diffusa nei giardini zoologici della Cina dove i visitatori di alcuni safari park hanno la possibilità di acquistare, insieme al biglietto di ingresso, anche un animale da cortile vivo da dare in pasto alle tigri siberiane. Si va dai 4 euro per assistere allo sbranamento di una gallina fino a ben 150 euro per un vitello: un sovrapprezzo davvero minimo se si pensa che è possibile dividerlo tra tutti i membri di una comitiva.

I video registrati dai turisti stanno facendo il giro del mondo e la visione è davvero sconsigliata a chi è particolarmente sensibile e soprattutto a chi non ama la violenza gratuita e spettacolarizzata qualunque sia il soggetto a cui venga rivolta.

Gli animali scelti come vittime dello “show” vengono liberati nel recinto delle tigri e in pochi secondi vengono dilaniati dai predatori senza possibilità di scampo mentre i loro carnefici umani li osservano divertiti e meravigliati dall’interno di un pulmino o di un fuoristrada. 

A giudicare dal numero di video che si possono reperire sul web, l’attrazione sta riscuotendo successo e sono molti i  gruppi di visitatori che forse pensano di concedersi la visione di una sorta di documentario dal vivo.

In realtà è evidente che non si può tentare di giustificare questa crudeltà sostenendo che è la stessa natura ad essere regolata dalla legge del più forte. 

La natura non condanna alla morte la preda ma le dà l’opportunità di giocare le sue carte. Tra preda e predatore c’è un rapporto di forza contro astuzia, o di forza contro agilità. Nulla è già deciso e soprattutto nulla è SPETTACOLO. 

Il “live feeding”, invece, è la spettacolarizzazione di una morte SEMPRE atroce e nonostante ciò alcuni turisti sembrano gradire il macabro “show” e addirittura ci si può imbattere in video in cui qualcuno ride ed applaude.

Di fronte a queste immagini è davvero difficile trattenere l’indignazione ed è altrettanto difficile non lasciarsi andare ad una domanda evidentemente retorica: “ Questi turisti sarebbero così divertiti se la stessa crudeltà venisse riservata a loro?”. La risposta ovviamente non è necessaria.

 

 

 



05/02/2010 | Marianna Basileo

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