Sciopero di 24 ore per "sensibilizzare" il governo italiano
PRIMO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI- I fatti della cronaca sono testimoni del fatto che in Italia c'è un crescente clima razzista, e ciò è palesemente avvertito dalla popolazione di immigrati presenti nel nostro paese. Basti pensare ai fatti di Rosarno, i respingimenti in mare, la gestione dei centri di accoglienza: una serie di fenomeni che non fanno altro che peggiorare le loro possibilità di crearsi una vita migliore al di fuori della povertà e delle guerre dei loro luoghi d'origine. Ed è proprio per questo che lunedì primo marzo ci sarà il primo sciopero nazionale degli immigrati in Italia, per contestare tutti i recenti avvenimenti di stampo razzista.
LA "RIVOLUZIONE IN GIALLO" DA NORD A SUD- I lavoratori stranieri sciopereranno 24 ore per dimostrare al governo italiano cosa vuol dire stare "senza di loro". La giornata nazionale della mobilitazione è stata lanciata in Francia e in Italia, e saranno numerose le manifestazioni nelle varie città. Alle 18.30 in ciascuna città verranno lanciati dei palloncini gialli in lattice biodegradabile per colorare di giallo i cieli d’Italia, dato che la manifestazione ha preso il nome di "rivoluzione in giallo". A Roma alle 17 ci sarà il corteo delle "reti antirazziste" da Porta Maggiore, in serata sono previsti concerti ed una serie di dibattiti. A Milano dalle 9.30 ci sarà il ritrovo fuori dal comune e si proseguirà con striscioni gialli nei luoghi più significativi per la vita degli immigrati. Appuntamento anche nelle principali città della Sicilia, a Genova, Brescia, Napoli e tante altre saranno le iniziative in giro nel nord Italia. Un modo per dire basta ai soprusi, allo sfruttamento, al degrado e richiedere diritti ed integrazione che dovrebbero essere attribuiti in modo spontaneo da ogni governo. Gli immigrati sono ormai una componente importante e significativa del nostro paese, bisogna che la gente si abitui all'accettazione del diverso, proprio nello stesso modo in cui nel dopoguerra è capitato agli italiani bisognosi di accoglimento in giro per il mondo.