Bigazzi sospeso dalla Rai

Gli animalisti contro di lui per avere consigliato carne di gatto per una ricetta

Avete mai provato a mangiare un gatto?
Meglio non farlo! Fareste sicuramente scatenare le ire degli animalisti e del partito dei Verdi, come ha fatto qualche giorno fa Beppe Bigazzi, l'esperto di cucina che affiancava Elisa Isoardi nella nota trasmissione di Raiuno "La Prova del cuoco".
Bigazzi è stato sospeso dal programma per avere consigliato carne di gatto per una ricetta esaltandola e dichiarando di averla consumata lui stesso.
Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha affermato che si è trattato di un episodio inaudito per la televisione pubblica e - ha aggiunto - "invierò una lettera all'Autorità Garante e al Direttore Generale dell'Azienda. Massima severità nei confronti dei responsabili".
I gatti sono tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell'art 1 comma recita: lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e tutelare la salute pubblica e l'ambiente.
Anche la Convenzione Europea di Strasburgo si pronuncia in favore degli indifesi felini con norme particolarmente severe per la loro protezione.
"Ai responsabili di quanto accaduto - continua il sottosegretario - potrebbe venire imputato il delitto di istigazione a delinquere previsto dall'art 414 del Codice Penale che sancisce che chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi".
Ma il noto giornalista sì è così difeso: "Negli anni 30 e 40 come tutti gli abitanti del Valdarno, a febbraio, si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c'era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare, oggi, la carne di gatto. Ho solo rievocato usanze".



19/02/2010 | Anna Feroleto

« Torna agli articoli