Dal Vaticano 10 consigli rock per sopravvivere a Sanremo

Dall'Osservatore Romano un prontuario di resistenza musicale

Un antidoto contro la valanga “Sanremo” che “ci inonderà implacabile fino alla prossima estate”.
Con queste parole L’Osservatore Romano ha proposto ai lettori una classifica di pietre miliari della recente storia della musica in alternativa ai successi “easy” in arrivo dal palco dell’Ariston.

A poche ore dall’inizio del Festival, il quotidiano della Santa Sede ha voluto dire la sua in campo musicale. E la risposta è di quelle che non ti aspetti: Beatles, Bob Dylan, David Crosby, Joni Mitchell e Neil Young, Micheal Jackson, Pink Floyd, Bob Dylan, Oasis e U2.
Un “piccolo prontuario di resistenza musicale” pieno in realtà di perle preziose degli ultimi 40 anni di musica, “alcuni dischi”, leggiamo nell’articolo, “di cui non si può fare a meno per ritemprare gli esausti padiglioni auricolari dell’uomo mediatico”.

Al primo posto della classifica dell’Osservatore, i Beatles con “Revolver”del 1966, l’album che a detta di molti segna l’inizio dell’epoca musicale contemporanea.
Al secondo posto troviamo David Crosby con “If I could only remember my name” del 1971, nato dalla fruttuosa collaborazione con Joni Mitchell e Neil Young.
“The dark side of the moon” dei Pink Floyd
è al terzo posto seguito da “Rumours” dei Fleetwood Mac del 1977 e da “The nightfly” di Donald Fagen del 1982.
Stupefacente al sesto posto “Thriller” di Michael Jackson.
Al settimo “Graceland” d Paul Simon.
Chiudono la classifica gli U2 con “Achtung baby” del 1991, gli Oasis con“(What’s the story) Morning glory?” del 1995, e “Supernatural” di Carlos Santana del 1999.
Un decimo posto speciale a Bob Dylan per la «grande vena poetica che sconfina spesso nel visionario e, dopo la conversione, nel messianico».



16/02/2010 | Giorgia Li Vigni

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