Haiti: ritrovato superstite trenta giorni dopo il terremoto

Le autorità sanitarie: "Non ha ferite gravi, ma è denutrito e in stato confusionale".

A trenta giorni dal terribile sisma che ha distrutto Haiti e messo in ginocchio un’intera popolazione, le speranze di ritrovare qualcuno in vita si erano del tutto vanificate. Ma il miracolo della vita si è rinnovato ancora una volta. Un uomo è stato estratto vivo da sotto le macerie di Port-au-Prince. A riferire la notizia l’emittente televisiva americana Cnn presente sul luogo del disastro. Non è ancora del tutto chiaro come l’uomo, un giovane di 28 anni, sia riuscito a sopravvivere per lungo tempo sotto le macerie del mercato nel quale, stando alle prime dichiarazioni rilasciate dai familiari, lavorava come venditore di riso. Rimane il fatto che alle prime ore dell’alba il giovane è stato estratto dalle rovine ancora vivo, seppur in avanzato stato di disidratazione. Sembra che l’uomo, nonostante il fisico provato dalla mancanza di cibo e in stato di shock, sia riuscito a sopravvivere grazie ai periodici rifornimenti di acqua, ma non appare chiaro in che condizioni e soprattutto chi o che cosa lo abbiano aiutato a rimane in vita in tutte queste settimane.
I familiari del giovane Evan Mencie in queste ore gridano al miracolo. Le speranze di ritrovare il figlio in vita si erano dissolte del tutto. Dopo dieci giorni dal terribile terremoto, le Nazioni Unite avevano ordinato alle squadre di pronto soccorso di non scavare più. Le energie e le forze dispensate dai soccorritori nei giorni in cui si scavava freneticamente alla ricerca di qualche sopravvissuto, dovevano essere veicolate d’ora innanzi verso le migliaia di sopravvissuti esasperati, privi di cibo e di un tetto sotto il quale ripararsi. Invece, sotto le macerie qualcuno ancora in vita c’era, e il salvataggio di Evan Mencie ne è la prova tangibile. Un miracolo, questo, che risolleva per un istante gli animi di soccorritori e familiari, ma che non basta a colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa di 220 mila persone morte sepolte sotto le proprie abitazioni il 12 gennaio scorso.

Le condizioni fisiche del giovane superstite non preoccupano i sanitari. “Era emaciato, non mangiava da chissà quanto tempo – ha spiegato alla Cnn Mike Connelly, uno dei medici che in queste settimane sta lavorando ad Haiti – e aveva ferite sui piedi, ma nulla di grave”. Il merito di averlo ritrovato vivo dopo un mese va conferito agli operatori che in questi giorni stanno lavorando senza sosta per sgombrare le strade di Port-au-Prince, al fine di adibire gli spazi lasciati vuoti dal crollo di strutture e abitazione alla futura ricostruzione.

Il sopravvissuto Evan Mencie ha avuto perfino la forza di raccontare alcuni particolari della sua prigionia sotto le macerie. Ha dichiarato che qualcuno si è preso cura di lui mentre si trovava sepolto sotto tonnellate di detriti. Ma i sanitari hanno ritenuto che le affermazioni del giovane sono apparse confuse e inattendibili, a causa del suo stato di shock. I medici hanno precisato che lo stato confusionale ha indotto l’uomo a credere che si trovasse ancora sepolto sotto le macerie. Ora è ricoverato in un ospedale da campo di Port-au-Prince gestito da un team di medici americani dell’Università di Miami.



09/02/2010 | Pamela Schirru

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