Il mistero della Fiasca Fiorita

Fiori, natura e simbolismo dal seicento a Van Gogh

La “Fiasca fiorita” di Forlì è da sempre considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi. Si tratta di un quadro “misterioso”,  un dipinto che non ha un autore. Nessuno, neanche i più autorevoli studiosi d'arte, conosce il nome del pittore che lo ha realizzato. Molteplici le ipotesi, e c'è chi tra i critici d'arte azzarda perfino alcuni nomi: Cagnacci e perfino Caravaggio o Van Gogh. Ma è attraverso questo dipinto che nelle sale del Museo San Domenico di Forlì, prenderà corpo una grande mostra, nella quale verrà riproposta la storia della pittura di fiori, tra naturalismo caravaggesco e l'affermazione della modernità con Van Gogh, approdando fino alle soglie del Novecento, prima della comparsa delle avanguardie storiche.

L'esposizione offrirà ai visitarori i capolavori del maestro di Hartford, Van Dyck, Brueghel, Segers, Cagnacci, Strozzi, Dolci, Cignani e di altri grandi pittori che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori. I 100 capolavori esposti dimostrano come i quadri di fiori o i quadri di figura dove l’elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore abbiano raggiunto un’intensità e un’originalità estetiche assai superiori alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei cosiddetti “Fioranti”.

La prima parte della rassegna intende approfondire gli interessi naturalistici nella società e nella cultura forlivese, mostrando il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 – 1823). Le sue tavole illustrate di fiori saranno messe a confronto con i dipinti di alcuni dei maggiori “Fioranti” tra Seicento e Ottocento.




01/03/2010 | Dalila Pucciarelli

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