Un centinaio gli assalitori. Slogan contro il governo: "Morte all'Italia, morte a Berlusconi".
Al grido di “morte all’Italia, morte a Berlusconi”, un gruppo di miliziani Basji, braccio armato del governo iraniano, ha tentato in queste ore di assaltare l’ambasciata italiana con sede a Teheran. A darne comunicazione, nel corso di un’audizione in Senato, il Ministro degli Esteri Franco Frattini che ha subito preso contatto con l’ambasciatore italiano in Iran, Alberto Bradanini, invitandolo a non prendere parte alle festività del prossimo 11 febbraio, quando ricorrerà il 31esimo anniversario della rivoluzione islamica del ’79.
Il tentato assalto alla sede diplomatica italiana a Teheran è senza dubbio la risposta del governo iraniano alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, rilasciate durante la sua visita ufficiale in Israele, nelle quali emerge chiaramente la posizione dell’Italia (sostenuta da tutta la comunità internazionale) a favore delle sanzioni da applicare all’Iran e al suo programma nucleare. Il discorso alle Knesset, il parlamento israeliano, aveva infiammato l’animo del presidente Ahmadinejad giorni fa. Il premier Berlusconi aveva difatti definito il leader iraniano “un uomo che ricorda personaggi nefasti del passato”, riferendosi appunto alla volontà del governo di proseguire sulla strada dell’arricchimento dell’uranio al 20% (una conferma arrivata giusto oggi dai canali della Tv di Stato iraniana). Una scelta, quella annunciata dall’Iran, che sta scatenando in questi giorni la reazione e il dissenso della comunità internazionale nel suo insieme.
“Il gruppo di assalitori – precisa il Ministro Frattini – era composto da circa un centinaio di miliziani travestiti da civili”. In pochi minuti, il gruppo ha circondato le cancellate esterne che proteggono la sede di rappresentanza italiana e ha cominciato a urlare slogan contro il governo italiano e soprattutto contro il premier Berlusconi.
Il capo della Farnesina ha poi dichiarato che simili azioni di protesta sono state organizzate anche nei pressi delle ambasciate di Francia e Paesi Bassi. Ciò dimostra il crescente clima di ostilità da parte del governo iraniano nei confronti dell’ingerenza occidentale in fatto di questioni considerate “private”.