Kabul: attacco al cuore commerciale, un medico italiano tra le vittime

Colpiti un hotel frequentato da stranieri e un centro commerciale. Tra le vittime almeno 4 cittadini indiani

Attacco kamikaze nel cuore commerciale di Kabul. Alle prime ore dell’alba, la capitale afgana si è risvegliata con l’incubo di nuovi e feroci attacchi ad opera dei ribelli talebani. Secondo le prime testimonianze raccolte, un commando composto da 5 terroristi ha fatto incursione nell’area commerciale che si trova a pochi metri di distanza dall’Hotel Safi Landmark, compiendo una strage. Al momento, il bilancio provvisorio delle vittime è di 17 morti e 32 feriti. Un bilancio destinato ad aumentare nelle ore successive. Secondo fonti dell’autorità locale, tra le vittime ci sarebbero numerosi cittadini stranieri: almeno 4 cittadini di nazionalità indiana e un cittadino italiano. La conferma della morte del connazionale italiano è giunta pochi minuti fa attraverso un comunicato diramato dal Ministero degli interni afgano. Non si conoscono ancora le generalità della vittima italiana. Fonti del Ministero della Difesa confermano la morte del cittadino italiano. La vittima sarebbe un medico civile.

Dalle prime immagini trasmesse dalle tv locali è possibile apprendere l’entità dell’attacco messo a punto dal commando armato. Un profondo cratere si è aperto sull’asfalto, oltre alle numerose macchine ridotte ad un ammasso di lamiere. I feriti vengono trasportati a spalla, mentre i soccorritori lavorano senza sosta per estrarre i cadaveri intrappolati sotto le macerie dell’hotel e del centro commerciale, investiti in pieno dall’esplosione. Secondo alcuni testimoni, la prima esplosione è avvenuta intorno alle 6.30 del mattino. In rapida successione, si sono susseguite le altre. Uno degli attentatori si è fatto esplodere davanti all’albergo che ospita “numerosi cittadini stranieri”, mentre altri due sono rimasti uccisi in un conflitto a fuoco con le forze di polizia locali.

Immediata la rivendicazione dei gruppi talebani. Il portavoce degli insorti ha parlato di un commando composto da otto persone anziché cinque, ma non è ancora chiara la dinamica dei fatti, così come non è possibile stabilire se il coinvolgimento di vittime indiane nell’attentato sia correlato con l’incontro avvenuto ieri a New Delhi tra le delegazioni di India e Pakistan, in vista di un eventuale dialogo bilaterale interrotto dopo gli attentati di Mumbai del 2008.



26/02/2010 | Pamela Schirru

« Torna agli articoli