Un team di ricercatori italiani ha individuato le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare le esperienze spirituali. Lo studio pubblicato sulla rivista Neuron.
I ricercatori, tra i quali per la Sapienza Salvatore Maria Aglioti, hanno esaminato un campione di persone colpite da lesioni cerebrali notando un cambiamento di quei tratti di personalità specificamente associati alla spiritualità e al senso di trascendenza.
In particolare, il confronto tra la sede della lesione e i cambiamenti di personalità , ha mostrato le aree maggiormente associate all'aumento di autotrascendenza, identificate con le aree temporo-parietali dell'emisfero sinistro e destro.
I risultati dello studio evidenziano come la spiritualità sia strettamente legata alla percezione neurale del corpo. Di qui la considerazione che le differenze individuali nella spiritualità potrebbero essere collegate a differenze nei livelli di attivazione di circuiti nervosi nei quali le regioni lobo temporo-parietale rivestono fondamentale importanza.
I ricercatori hanno ipotizzato che alcune alterazioni patologiche nel funzionamento di tali circuiti potrebbero contribuire all'insorgenza di disturbi del comportamento, legati alla rappresentazione del sè.
Ciò aprirebbe la strada a nuovi trattamenti basati sulla modulazione di attività di specifiche regioni cerebrali, per esempio tramite stimolazione magnetica transcranica, volti a ridurre le alterazioni delle rappresentazioni del sè nei disturbi neuropsichiatrici.
La ricerca, pubblicata sul numero del XX febbraio 2010 della Rivista Neuron, è stata condotta da Salvatore Maria Aglioti (Sapienza Università di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia), da Cosimo Urgesi e Franco Fabbro (IRCCS "E. Medea" - Polo Friuli Venezia Giulia e Università di Udine), in collaborazione con Miran Skrap (Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine).
21/02/2010 | Gennaro Sannino
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