Oggi si festeggia l'anniversario della rivoluzione islamica. Spari sulla folla. Reti internet censurate. Informazioni raccolte via Twitter.
La piazza centrale di Teheran è gremita. La folla si accalca e si spintona pur di conquistare un piccolo quadrato di piazza o di strada. Nostalgici di Kohmeini giunti da ogni angolo dell’Iran, si sono ritrovati stamani per dare il via alle celebrazioni del 31esimo anniversario della Rivoluzione islamica del ‘79. Attendono con ansia l’intervento del loro leader Mahmoud Ahmadinejad, adorato come un eroe dai suoi fedelissimi, avversato come un diavolo dal resto del popolo. Tutte le vie che conducono a Piazza Azadi, dove il presidente terrà il suo discorso ufficiale, sono off-limits. Ingente il dispiegamento di forze di sicurezza e di Basji, il braccio armato del regime iraniano. I posti di blocco e i controlli a tappeto organizzati in ogni angolo della città dimostrano chiaramente il timore di rivolte e proteste promosse e organizzate dagli oppositori di regime. Un timore fondato, visto e considerato che l’Onda Verde non si è lasciata intimidire dalle minacce lanciate nei giorni scorsi dai pasdaran di “voler soffocare ogni forma di dissenso”. I dissidenti “di verde vestiti” hanno mantenuto la loro promessa. Fin dalle prime ore della mattinata, schiere di giovani con bandiere verdi alla mano o cartelloni di protesta ben visibili si sono riversati lungo le strade della capitale animati dal forte impulso di esprimere il loro profondo dissenso, sfidando il regime e le sue imposizioni. Ancora una volta, il canale d’informazione maggiormente impiegato per diffondere notizie in tempo reale su quanto, in queste ore, sta accadendo in Iran, è il social network Twitter. Aggirando i filtri di censura imposti dal regime alle reti internet, gli oppositori sono comunque riusciti a trasmettere un ristretto ma fondamentale numero di aggiornamenti alla stampa internazionale, interdetta dall’Iran.
Dalle prime notizie acquisite e trasmesse dai media occidentali, si apprende la conferma dei primi scontri avvenuti tra le forze di polizia e i gruppi di oppositori. Alcuni testimoni raccontano nei loro messaggi via Twitter, di aver sentito numerosi spari contro la folla. Altri invece raccontano di aver assistito a cariche della polizia contro i manifestanti, accompagnate dal lancio di lacrimogeni. La città è blindata, continuamente sorvegliata dai Guardiani della Rivoluzione che, a bordo dei loro pick-up, trasmettono slogan pro-governativi attraverso degli altoparlanti.
Presi di mira anche i leader riformisti Mehdi Karroubi e Mohammad Kathami. “L’auto di Karrubi – riporta il sito d’opposizione Jaras – è stata attaccata dalle forze di sicurezza e dai Basji che hanno infranto il vetro”. L’episodio di violenza ai danni dell’ex leader riformista si sarebbe verificato nei pressi di Ashrafi Esfahani Street. Il sito web precisa che dopo l’attacco, alcuni miliziani avrebbero aggredito fisicamente Karrubi. Fortunamente, il leader del movimento riformista non ha riportato gravi conseguenze: “ è in buone condizioni – sottolinea il sito – ma è stato costretto a salire su un'altra auto e lasciare così la manifestazione in corso”. Stessa sorte è toccata qualche ora dopo all’ex presidente Kathami, costretto ad abbandonare la piazza.
Intanto, cresce l’attesa per il discorso di Ahmadinejad. L’intervento del presidente iraniano è previsto in mattinata nella piazza centrale di Teheran. Centinaia di fedeli continuano in queste ore a confluire verso piazza Azadi. Tra la folla già presente ai festeggiamenti, ogni tanto si levano slogan anti – occidentali, segno tangibile del clima di tensione che si respira da giorni in Iran a causa della diatriba con l’Occidente per quanto riguarda il programma nucleare.