Siti web vicini all'opposizione confermano: "Altre due persone sono state uccise dai Basji"
Altre due persone sono state uccise dai miliziani di Ahmadineajd. La conferma è arrivata attraverso i siti web iraniani, per lo meno quelli che ancora non hanno subito la censura imposta dal regime. La prima vittima sarebbe stata uccisa nei pressi di Shiraz, nell’Iran centrale, nel corso di una manifestazione spontanea organizzata nella città. Non si conoscono le sue generalità. La seconda vittima, invece, sarebbe stata uccisa nella capitale iraniana, nei pressi di piazza Sharahk Gharb. Anche di quest’ultima non si conoscono ancora le generalità. Al contrario, risulta sempre più certa l’uccisione della giovane 27enne Leila Zarei. Le notizie sono state tutte riprese dal canale Twitter, postate da alcuni blogger che in questa lunga giornata di scontri stanno tentando disperatamente di aggirare i filtri della censura, e di mostrare al mondo intero la furia del regime iraniano. Intanto, in 44 Paesi del mondo, numerosi sostenitori dell’Onda Verde sono scesi nelle piazze e nelle strade delle loro città per protestare e offrire, seppur idealmente, il loro sostegno al popolo iraniano. Il tam tam della rete internet sembra abbia funzionato. Già da qualche settimana, i principali gruppi pro Iran sorti su Internet, in particolare sul social network Facebook, si erano dati appuntamento per oggi, in occasione dell’anniversario della rivoluzione islamica, per protestare contro la politica repressiva adottata dal regime degli ayatollah.
Nella capitale iraniana, in queste ore, si respira un clima di profonda ostilità a causa degli scontri cruenti tra forze di sicurezza e dissidenti. Elicotteri sorvolano la città, controllando dall’alto lo svolgimento delle celebrazioni e le proteste di piazza. Si odono continuamente spari e urla. Alcuni manifestanti, raccontano dei blogger tramite Twitter, hanno bruciato delle bandiere e gridato degli slogan anti-governativi nel momento in cui il presidente iraniani ha pronunciato il suo discorso ufficiale. Un video caricato su You Tube circa mezz’ora fa testimonia le azioni di dissenso messe in atto dai dimostranti. Nel breve filmato della durata di due minuti si vedono chiaramente alcuni manifestanti intenti a staccare un poster con la foto di Alì Khamenei (Guida Spirituale e successore di Khomeini) e calpestarlo.
Alle incursioni delle milizie armate tra la folla, si aggiungono i numerosi arresti effettuati nel corso della mattinata. A finire in manette, tre dimostranti del movimento riformista e l’esponente di un’associazione islamica, Tara Seperhifar, segretario di Sharif U. La notizia è stata diffusa tramite Twitter, l’unico mezzo di comunicazione attendibile da parte dei media internazionali ai quali è stata negata la possibilità di seguire in prima persona le manifestazioni in programma oggi a Teheran.