Esclusa la possibilità di conoscere il nome dell'interessato ma si sospetta sia donna
In questi giorni i mass media non fanno altro che parlare ed indagare su chi possa essere il "tontolone" che si è sottoposto volontariamente al test antidroga in Parlamento, pur sapendo di risultare positivo.
La scoperta, infatti, è venuta alla luce dai risultati del test, facoltativo, proposto da Carlo Giovanardi ed eseguito dal 9 al 13 novembre del 2009 con esami di urina e capello.
Doveva essere una formalità, un modo per dimostrare alla popolazione che il Parlamento è "pulito", ma riecco tornare la bufera.
DOPO LE IENE, ANCORA SCANDALO IN PARLAMENTO- Il caso sulla droga tra i parlamentari scoppiò qualche mese fa, quando il programma le "Iene" sottopose cinquanta onorevoli, a loro insaputa, al "drug wipe": quattro risultarono positivi alla cocaina, 12 alla cannabis.
Al test di novembre si sono sottoposti volontariamente 232 parlamentari; 231 le negatività rilevate, una la positività alla cocaina.
"Non so chi sia, non so se sia senatore o deputato, uomo o donna. Il risultato del test è segreto".
Questo è quanto dichiarato dal Sottosegretario Giovanardi, aggiungendo che conoscere l'identità dell'onorevole è praticamente impossibile: "I test sono, infatti, identificati con un codice conosciuto solo dalla persona che si è sottoposta all'esame. Il risultato può essere ritirato solo con una scheda in possesso dell'interessato".
Nonostante ciò, circolano voci che possa essere una donna data l'uscita di Giovanardi sul "lungo capello", dove è stata rilevata la positività alla cocaina.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha affermato di essere soddisfatto dell'iniziativa e aggiunge di essere favorevole ad una legge che obblighi i parlamentari a sottoporsi al test.
Una proposta non facile, che sicuramente alzerà altro "polverone" in politica.